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JFC 11La Storia della Congregazione

Il giorno di Pentecoste nel 1607 Francesco di Sales incontrò ad Annecy Giovanna Francesca di Chantal e le annunciò il suo piano di fondare con lei, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, un nuovo istituto di vita religiosa “La Visitazione di Santa Maria”

La fondazione avvenne il 6 giugno 1610 ad Annecy.

Quel giorno Giovanna Francesca Frémyot di Chantal e le sue prime compagne – Maria Giacomina Favre (il cui padre era grande amico del Vescovo), Giovanna Carlotta de Bréchard ed Anna Giacomina Coste ricevettero dal Fondatore un sunto delle Costituzioni e presero alloggio in una piccola casa, detta “della Galleria". Ma qual era lo scopo della nuova fondazione? Il Santo Vescovo di Ginevra lo spiegò qualche tempo dopo – con poche ed efficaci parole – in una lettera indirizzata all’Arcivescovo di Lione, che tanta parte ebbe nel determinare la fisionomia definitiva dell’Ordine; il fine, dunque, era di

“dare a Dio delle figlie di preghiera e delle anime così interiori, che siano giudicate degne di servire la Sua Maestà infinita e di adorarla in spirito e verità”.
E perché il titolo di “Visitazione di Santa Maria"?

Perché questo mistero nascosto, non ancora celebrato nella Chiesa così solennemente come gli altri, lo fosse almeno tra le sue figlie. Era intenzione di San Francesco di Sales, inoltre, che le Suore si dedicassero in parte alla visita e alla cura dei poveri – sebbene ciò non dovesse costituire la loro principale attività – seguendo in questo l’esempio di Maria nella visita a Santa Elisabetta. Che la nuova Congregazione fosse opera dello Spirito Santo lo si poté ben presto constatare: da subito alcune giovani chiesero di unirsi al gruppetto delle fondatrici e, prima che fosse trascorso un anno, la comunità contava già dieci componenti. Come tutti gli inizi, anche quelli della Visitazione non furono facili. Ma proprio di questo la Provvidenza si servì per far risaltare la bellezza del carisma e la virtù di coloro che per prime furono chiamate a viverlo. Il loro “buon odore” si diffuse abbastanza presto, ed il 25 gennaio 1615 Madre di Chantal ed altre tre sorelle, con una giovane novizia, partirono alla volta di Lione per fondarvi un nuovo monastero.

Consegna delle Regole

L’Arcivescovo di quella città – mons. de Marquemont –, però, non approvava l’uscita delle religiose dal convento, fosse pure per scopi caritativi; San Francesco di Sales accettò di modificare il suo progetto originario e di erigere, nel 1618, la “piccola congregazione” della Visitazione in Ordine religioso formale, con voti solenni e clausura pontificia, sotto la Regola di Sant’Agostino. Vista dall’esterno questa vicenda potrebbe far pensare ad una rinuncia, ad una limitazione. In realtà l’impegno caritativo delle Visitandine, per uno di quei “giochi” della Provvidenza che si serve anche degli eventi più semplici, crebbe immensamente. Infatti non si limitò più a percorrere le strade dell’una o dell’altra città, ma da quel momento cominciò a percorrere le vie della preghiera; con questo mezzo ciascuna monaca diventa strumento dell’attività apostolica più alta: quella di farsi tramite nascosto tra Dio e gli uomini. Ma torniamo alla nostra storia. I monasteri si moltiplicavano e nel 1619 fu la volta della prima fondazione nella capitale francese: Parigi. A partire da quegli anni le “Sante Marie” – com’erano chiamate allora le Visitandine – furono richieste da molte altre città, tanto che alla morte di San Francesco di Sales vi erano già tredici monasteri, presenti in Savoia e in Francia. Madre di Chantal si trovò allora da sola alla testa di un Ordine che, a dispetto delle sue ripetute raccomandazioni a
 
“crescere più dalla parte delle radici che da quella dei rami”,
 

era in continua espansione. In questo sviluppo la Fondatrice si prodigò per mantenere vivo fra le sue figlie lo spirito del suo Beato Padre ed affinché non venisse meno il vincolo dell’unità e della carità. Alla morte della Santa si contavano ottantasette case, delle quali tre in Italia (Aosta, Pinerolo e Torino) ed una in Svizzera (Friburgo), ma anche in seguito la crescita dell’Ordine non si arrestò.

Lo sviluppo

In Italia la prima fondazione fu ad Aosta (1633), seguita da Pinerolo (1634) e quindi da Torino (1638) che fu anche l’ultima fatica di Santa Giovanna Francesca di Chantal. Proprio da Torino partirono, nel 1671, le Madri fondatrici del monastero di Roma, centro della cristianità. Oltre a Torino, due sono i monasteri italiani usciti direttamente da Annecy: quello di San Vito al Tagliamento (in Friuli) nel 1708, e quello di Palermo nel 1731. Nel corso dei secoli le fondazioni si sono susseguite e, nonostante le alterne vicende storiche attraverso cui l’Ordine è dovuto passare, tra rivoluzioni e restaurazioni, governi favorevoli o contrari, attualmente è presente in quasi tutto il mondo e conta poco più di centocinquanta monasteri, dei quali trenta nel nostro Paese. Un evento soprannaturale ha profondamente segnato la vita del nostro Istituto: le rivelazioni del Sacro Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque, Visitandina del monastero di Paray–le–Monial. Gesù le si rivelò in più apparizioni a partire dal 1673, manifestando il suo dolore per la freddezza ed indifferenza di tanti figli della Chiesa e chiedendo riparazione. Le pratiche che costituiscono l’aspetto esterno della devozione al Sacro Cuore (per citare le principali: l’atto di consacrazione ed i nove “primi Venerdì” del mese) mirano a ricondurre le anime all’amore di Dio e a stabilirle in una maggiore intimità con il Signore.

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