{"id":61,"date":"2020-03-28T17:49:17","date_gmt":"2020-03-28T16:49:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.missionnaires-visitation.org\/mv\/?page_id=61"},"modified":"2020-07-25T16:38:33","modified_gmt":"2020-07-25T14:38:33","slug":"i-fondatori-santa-giovanna-francesca-di-chantal","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.missionnaires-visitation.org\/mv\/i-fondatori-santa-giovanna-francesca-di-chantal\/","title":{"rendered":"I Fondatori: Santa Giovanna Francesca di Chantal"},"content":{"rendered":"\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-72\" src=\"http:\/\/www.missionnaires-visitation.org\/mv\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sainte-jeanne-chantal.jpg\" alt=\"\" width=\"246\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.missionnaires-visitation.org\/mv\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sainte-jeanne-chantal.jpg 367w, https:\/\/www.missionnaires-visitation.org\/mv\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sainte-jeanne-chantal-233x300.jpg 233w\" sizes=\"auto, (max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sua vita<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanna Francesca Fremyot di Chantal nacque a Digione il 23 gennaio 1572. La mamma mor\u00ec solo diciotto mesi pi\u00f9 tardi lasciando tre bimbi piccolissimi, che furono educati dal padre, presidente del parlamento di Borgogna.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Giovanna aveva ricevuto in dono da Dio \u2013 e manifestato fin da piccola \u2013 e manifestato fin da piccola \u2013 quella mente chiara, pronta e retta, \u2013 e manifestato fin da piccola \u2013 quella mente chiara, pronta e retta, che ama e vuole potentemente\u201d<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(cos\u00ec ne scrisse una volta San Francesco di Sales), quella sensibilit\u00e0 appassionata, temperata da un\u2019intelligenza sottile, in breve quel temperamento naturale e quella forza di carattere che furono sempre ammirati in lei e che ne fecero una donna di polso, di governo e di un fascino irresistibile, tanto da essere definita dai primi biografi \u201cdama perfetta\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto la guida del presidente Fr\u00e9myot, suo padre \u2013 uomo di animo nobile e fede incrollabile \u2013, la grazia si impadron\u00ec poco a poco di quella natura senza distruggerla, ma spingendola verso l\u2019assoluto di Dio.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1592 spos\u00f2 il barone Cristoforo III di Chantal verso il quale ebbe sempre sentimenti di amore e di profondo rispetto; gli storici sono concordi nel dichiarare che l\u2019unione fu tra le pi\u00f9 felici. Un banale incidente di caccia, dopo soli otto anni, mise fine alla vita del Barone; il dolore di sua moglie fu indescrivibile: Giovanna si ritir\u00f2 nella solitudine pi\u00f9 completa fu in mezzo a tali prove che ella cominci\u00f2 a percepire i richiami della grazia che la spingeva ad una vita pi\u00f9 perfetta; fece voto di perpetua castit\u00e0 e si mise alla ricerca di un direttore che la conducesse sulle vie dell\u2019orazione. Dovette sospirarlo ancora qualche anno prima di conoscere \u2013 nel 1604 \u2013 San Francesco di Sales. Dopo alcuni incontri, Giovanna gli apr\u00ec la sua coscienza; il Santo si prese il tempo necessario per riflettere e pregare ed, alla fine, si assunse la guida di quella grande anima.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua direzione, estremamente prudente ed equilibrata, attenta a scorgere e a seguire docilmente le vie della grazia, fece dilatare l\u2019anima di Giovanna, che si mise cos\u00ec ad avanzare a grandi passi sul sentiero dell\u2019amore di Dio e nella pratica di tutte le virt\u00f9. San Francesco di Sales, inoltre, l\u2019aiut\u00f2 ad acquistare una santa libert\u00e0 di spirito unita ad una grande soavit\u00e0 che, saldamente ancorate alla sua fermezza di carattere, ne fecero una donna veramente completa ed una Fondatrice di grande saggezza e spirito soprannaturale. Ci\u00f2 che si ammira in lei, nei diversi stati della sua vita, \u00e8 la totale sottomissione all\u2019impulso della grazia, cosa che le permise di mettere al solo servizio di Dio tutti quei doni che Egli stesso le aveva largiti e di praticare nel contempo la virt\u00f9 fino a giungere alle vette della santit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La direzione spirituale di San Francesco di Sales avveniva quasi esclusivamente per lettera: la distanza tra la Borgogna e la Savoia rendeva molto rare le possibilit\u00e0 di incontro. Fu, tuttavia, in una di queste \u2013 nella Pentecoste del 1607 \u2013 che il vescovo di Ginevra manifest\u00f2 a Giovanna il suo progetto di fondare la Visitazione. Ella accett\u00f2 e si mise alacremente al lavoro per appianare le tante difficolt\u00e0 che il suo stato di vedova e madre di quattro figli ancora piccoli presentava, nella prospettiva di un ritiro dal mondo. A poco a poco, per\u00f2, la Provvidenza dispose ogni cosa per il meglio, furono superati tutti gli ostacoli e Giovanna si separ\u00f2 dai suoi cari per recarsi in Savoia. Giunta ad Annecy, il 6 giugno 1610 ebbe inizio l\u2019Ordine della Visitazione. Da questo momento in poi l\u2019esistenza di Giovanna Francesca Fr\u00e9myot di Chantal fu strettamente legata alle vicende della sua famiglia religiosa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019unione tra i due Fondatori era totale e la loro corrispondenza rivela una profondit\u00e0 di affetto che, se non si trovasse in anime unicamente protese verso Dio, rischierebbe di suscitare perplessit\u00e0, se non vero e proprio sconcerto. Questo per\u00f2 non significa che l\u2019una fosse una specie di copia dell\u2019altro. La spiritualit\u00e0 della Santa, infatti, pur affondando le radici in quella di San Francesco di Sales, viene da lei vissuta con sfumature proprie ed originali. Sulla scia del suo direttore, ella considera la perfezione cristiana in ci\u00f2 che costituisce il suo principio e il suo essenziale: l\u2019Amore di Dio. Come lui, insegna a conservare, sviluppare, praticare la carit\u00e0, da cui nascono tutte le altre virt\u00f9. Era solita compendiarne brevemente l\u2019insegnamento con una pittoresca, ma efficace espressione:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cTutte le virt\u00f9 seguono la carit\u00e0 come i pulcini la loro chioccia\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Santa Giovanna Francesca di Chantal non si stanca di ripetere che l\u2019amore soprannaturale di cui stiamo parlando non risiede nel sentimento, ma nel dono volontario di s\u00e9 a Dio e al prossimo; amare Dio perci\u00f2 significa, in ultima analisi, unirsi alla sua volont\u00e0. Questa \u00e8 \u2013 possiamo dire \u2013 la base pratica su cui poggia l\u2019edificio spirituale della Madre; al vertice, poi, esso si apre ad un abbandono filiale, completo, tenero e confidente. Non si pu\u00f2, tuttavia, giungere alle vette di questo cammino senza un impegno generoso e costante. Santa Giovanna di Chantal insiste molto, con vigorose espressioni, sul combattimento spirituale che implica una sorta di morte a noi stessi. Questo non vuol dire che il suo fosse uno spirito rigido e tetro, tutt\u2019altro! Nelle sue pagine si respira un clima di fiducia e di serenit\u00e0: ogni rinuncia, piccola o grande che sia, va fatta con gioia ed \u00e8 pure apportatrice di gioia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl nostro \u2013 diceva San Francesco di Sales \u2013 \u00e8 il Dio della gioia!\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per dono di natura molto positiva, realista, attenta a smascherare ogni illusione e desiderio inutile, a demolire ogni castello in aria, la nostra Santa ribadisce incessantemente il valore spirituale della vita quotidiana e dell\u2019attimo presente, perch\u00e9 sa che i primi segni con cui si manifesta la volont\u00e0 di Dio sono le condizioni di tempo, di luogo, di stato di vita in cui la Provvidenza ci ha posti. Ella vuole che l\u2019anima si renda malleabile sotto la mano di Dio. Questo abbandono incondizionato la fece giungere ai pi\u00f9 alti vertici dell\u2019orazione, quella che lei stessa definiva \u201cdi semplice presenza e di semplice remissione in Dio\u201d, e nel medesimo tempo la port\u00f2 a condurre le sue figlie su questa stessa via.<br>L\u2019orazione, comunque, non \u00e8 mai sganciata dalla realt\u00e0; essa \u00e8 chiamata a portare frutto nella virt\u00f9. La Santa Fondatrice ripete volentieri alle sue Figlie che la mortificazione e l\u2019orazione non vanno l\u2019una senza l\u2019altra, perch\u00e8 \u201cla mortificazione senza l\u2019orazione \u00e8 assai difficile e l\u2019orazione senza la mortificazione \u00e8 assai pericolosa\u201d; diceva anche che \u201cl\u2019orazione e la mortificazione sono le due ali che ci conducono a Dio\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grande mistica, chiamata alla spoliazione totale, ella resta ciononostante molto umana, molto attenta al reale. Come Fondatrice non solo sa leggere nelle anime e seguirvi le operazioni dello Spirito Santo, ma ha l\u2019occhio vigile su tutti i dettagli dell\u2019organizzazione materiale dei numerosi monasteri.<br>Nelle sue opere si rivela come una donna ben calata nella sua epoca, che teneva in grande considerazione la ragione e l\u2019equilibrio. La sua mente chiara, il giudizio fermo e deciso non amavano affatto \u201cgli animi ingarbugliati\u201d, \u201cgli animi ristretti\u201d, mentre apprezzava la brevit\u00e0, la precisione e voleva che si andasse dritti allo scopo. Univa tutto questo ad una solida tenerezza. Colei che fu sposa e mamma amorevolissima sapeva rischiarare e riscaldare con affettuose espressioni i consigli austeri dati alle sue interlocutrici, e nei rapporti con le sue religiose non mancava nemmeno di un certo senso dell\u2019umorismo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la morte di San Francesco di Sales \u2013 28 dicembre 1622 \u2013 per diciannove anni la Santa Fondatrice port\u00f2 da sola il peso dell\u2019Istituto che si andava espandendo sempre pi\u00f9. Nonostante fosse presa da mille incombenze, trov\u00f2 il tempo \u2013 tra il 1606 ed il 1641 \u2013 di scrivere pi\u00f9 di undicimila lettere (cos\u00ec da stime attendibili), delle quali solo duemila ci sono pervenute. In tutti questi anni, inoltre, continu\u00f2 ad occuparsi attivamente del processo di canonizzazione del suo \u201cBeato Padre\u201d, come lei amava chiamare San Francesco di Sales.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal novembre 1635 al settembre 1636 la Santa visit\u00f2 quasi tutti i monasteri della Francia e poi, nel 1638, scese in Italia, a Torino, per la sua ultima fondazione. Avviata questa, torn\u00f2 al suo monastero.<br>Part\u00ec da Annecy l\u2019ultima volta il 28 luglio 1641, per un viaggio che la doveva portare a Parigi e a Moulins. Durante il ritorno si sent\u00ec male ed il 13 dicembre 1641 Santa Giovanna Francesca Fr\u00e9myot di Chantal mor\u00ec nel monastero di quest\u2019ultima citt\u00e0 pronunciando per tre volte il nome di Ges\u00f9.<br>Fu beatificata da Benedetto XIV il 13 novembre 1751 e canonizzata da Clemente XIII il 16 luglio 1767. Clemente XIV estese la sua festa a tutta la Chiesa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci piace concludere con un brano che dipinge al vivo la grande anima di questa grande donna.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cTutti ricordano, penso, \u2013 scrive la Madre Fran\u00e7oise Madeleine de Chaugy, sua nipote, segretaria e prima biografa \u2013 quell\u2019intenso raccoglimento che la teneva sempre ritirata in se stessa, sia che fosse felice sia che soffrisse; quella capacit\u00e0 per ogni specie di affari, quali che fossero. Ha consumato e prodigato la sua vita al servizio di Dio e del prossimo, e in modo particolare delle sue figlie. Si ricordi anche quella costanza sempre uguale in qualunque avvenimento, quel viso sempre infiammato, sempre dolce, sempre raccolto; si ricordi quella modestia, quella fuga e ripugnanza delle lodi e di ogni clamore e notizia del mondo, quel grandissimo amore della povert\u00e0, umilt\u00e0 e semplicit\u00e0 di vita; quell\u2019oblio generale di tutte le cose e di se stessa, col continuo ricordo di Dio; quell\u2019esattezza indispensabile a tutte le piccole pratiche di virt\u00f9 e di osservanza, quella cura nel condurre il suo gregge nel deserto della vita interiore, quell\u2019unione che ha conservato nell\u2019Ordine, e con quale umilt\u00e0 ha agito e tenuto tutto legato a s\u00e9, rimanendo distaccata da tutto per quello che riguardava lei in particolare. Ecco i suoi miracoli: una virt\u00f9 compiuta\u201d.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sua vita Giovanna Francesca Fremyot di Chantal nacque a Digione il 23 gennaio 1572. 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